

l più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello
che vorrei dirti di più bello
non te l’ho ancora detto.
N. Hikmet
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Sete di te m’incalza nelle notti affamate.
Tremula mano rossa che si leva fino alla tua vita.
Ebbra di sete, pazza di sete, sete di selva riarsa.
Sete di metallo ardente, sete di radici avide.
Verso dove, nelle sere in cui i tuoi occhi non vadano
in viaggio verso i miei occhi, attendendoti allora.
Sei piena di tutte le ombre che mi spiano.
Mi segui come gli astri seguono la notte.
Mia madre mi partorì pieno di domande sottili.
Tu a tutte rispondi. Sei piena di voci.
Ancora bianca che cadi sul mare che attraversiamo.
Solco per il torbido seme del mio nome.
Esista una terra mia che non copra la tua orma.
Senza i tuoi occhi erranti, nella notte, verso dove.
Per questo sei la sete e ciò che deve saziarla.
Come poter non amarti se per questo devo amarti.
Se questo è il legame come poterlo tagliare, come.
Come, se persino le mie ossa hanno sete delle tue ossa.
Sete di te, sete di te, ghirlanda arroce e dolce.
Sete di te, che nelle notti mi morde come un cane.
Gli occhi hanno sete, perchè esistono i tuoi occhi.
La bocca ha sete, perchè esistono i tuoi baci.
L’anima è accesa di queste braccia che ti amano.
Il corpo, incendio vivo che brucerà il tuo corpo.
Di sete. Sete infinita. Sete che cerca la tua sete.
E in essa si distrugge come l’acqua nel fuoco.
P. Neruda
Triste mio spirito, un tempo innamorato della lotta, la
Speranza il cui sperone attizzava i tuoi ardori, non vuole
più cavalcarti! Giaciti dunque senza pudore, vecchio cavallo
il cui zoccolo incespica a ogni ostacolo.
Rassegnati, cuor mio: dormi il tuo sonno di bruto!
Spirito vinto e stremato! Per te, vecchio predone, l’amore
ha perduto il suo gusto, e l’ha perduto la disputa; addio,
canti di ottoni e sospiri di flauto! Piaceri, desistete dal
tentare un cuore cupo e corrucciato!
L’adorabile Primavera ha perduto il suo profumo.
Il Tempo m’inghiotte minuto per minuto come fa la neve
immensa d’un corpo irrigidito io contemplo dall’alto
il globo in tutta la sua circonferenza e non vi cerco più
l’asilo d’una capanna.
Valanga, vuoi tu portarmi via nella tua caduta?
C. Baudelaire
Già s’avvicina l’ora che trepido ogni fiore
come un vaso d’incenso svapora sullo stelo;
solcano effluvi e musiche la sera senza velo;
malinconico valzer, delirante languore!
Ogni fiore svapora trepido sullo stelo;
il violino geme come un afflitto cuore;
malinconico valzer, delirante languore!
Come un altare immenso è triste e bello il cielo.
Il violino geme come un afflitto cuore,
un mite cuore, ch’odia il nulla vasto e gelido!
Come un altare immenso è triste e bello il cielo;
nel suo sangue rappreso il sole immoto muore.
Un mite cuore, ch’odia il nulla vasto e gelido,
dei bei giorni che furono raccoglie ogni bagliore;
nel suo sangue rappreso il sole immoto muore….
Il tuo ricordo in me brilla come un cimelio.
C. Baudelaire
Sconosciuto che passi!
Tu non sai con che desiderio ti guardo,
Devi essere colui che cercavo,
o colei che cercavo (mi arriva come un sogno),
Sicuramente ho vissuto con te in qualche luogo una vita di gioia,
Tutto ritorna, fluido, affettuoso, casto, maturo,
mentre passiamo veloci uno vicino all’altro,
Sei cresciuto con me, con me sei stato ragazzo o giovanetta,
Ho mangiato e dormito con te,
il tuo corpo non è più solo tuo né ha lasciato il mio corpo solo mio,
Mi dai il piacere dei tuoi occhi, del tuo viso, della tua carne, passando,
In cambio prendi la mia barba, il mio petto, le mie mani,
Non devo parlarti, devo pensare a te quando siedo in disparte o mi sveglio di notte, tutto solo,
Devo aspettare, perché t’incontrerò di nuovo, non ho dubbi,
Devo vedere come non perderti più.
W. Whitman
Non sto pensando a niente,
e questa cosa centrale, che a sua volta non è niente,
mi è gradita come l’aria notturna,
fresca in confronto all’estate calda del giorno.
Che bello, non sto pensando a niente!
Non pensare a niente
è avere l’anima propria e intera.
Non pensare a niente
è vivere intimamente
il flusso e riflusso della vita…
Non sto pensando a niente.
E’ come se mi fossi appoggiato male.
Un dolore nella schiena o sul fianco,
un sapore amaro nella bocca della mia anima:
perché, in fin dei conti,
non sto pensando a niente,
ma proprio a niente,
a niente…
F.Pessoa
Se il mio cuore potesse parlare,
quante cose avrebbe da dire,
ti narrerebbe di passioni profonde, sentimenti sinceri,
perché tu lo sai, egli non sa cosa vuol dire mentire,
non conosce ragione,
non cerca ricchezza,
a lui basta anche solo una languida carezza.
Quello per cui vive, batte e combatte,
è qualcosa che va ben oltre ogni illusione.
Quello che lui cerca e ricerca con forza incessante,
è un sentimento vero, profondo, vibrante,
per cui ogni cosa è disposto a sacrificare,
per quell’irruente , incontenibile, voglia d’amare.
Voglia d’amare e di essere amato,
ma quante volte è stato ingannato,
deriso, usato, umiliato,
quanto dolore, furore ha provato,
quante volte è stato spezzato,
molte volte l’ho sentito ferito,
ma non l’ho mai visto sconfitto.
In lui non c’è posto per il disprezzo,
non serba rancore, non brama vendetta,
anche se a volte ciò che gli resta è soltanto tanta amarezza.
Tutto questo però non l’ha cambiato, non l’ha inaridito,
è sempre rimasto lo stesso,
anzi ogni volta il suo pulsare si è fatto più intenso,
ed io ho continuato a sentirlo, a seguirlo,
perché è dal mio piccolo cuore che scaturisce ogni mio sentimento,
senza di esso non esiste emozione.
In ogni cosa che penso, che dico o che faccio,
in ogni mio singolo gesto, c’è sempre del mio cuore il riflesso.
Ah, se lo lasciassi fare, ogni cosa lui saprebbe trasformare,
ed ogni mio sogno diverrebbe realtà,
e la realtà un sogno bellissimo da cui nessuno mi potrebbe svegliare.
Ah, se il mio cuore potesse parlare,
le corde melodiose dei tuoi sentimenti saprebbe far risuonare.
Se potessi farti sentire il suono della sua voce che ti sfiora la pelle,
che ti sussurra dolci parole,
come solo lui sa fare, che lui solo può usare.
Quel suo dolce bisbiglio,
come il tenero canto di un usignolo al risveglio del giorno
desterebbe il tuo cuore assopito,
ed il loro battito diverrebbe uno solo,
sommesso, profondo,
eppur così forte da far sembrare silenzio tutto ciò che sta intorno.
Così potente da far zittire di colpo,
tutt o l’odio, l’invia, l’arroganza del mondo.
Così penetrante da far risaltare ogni particolare,
tanto che basta un sorriso, uno sguardo per farti sognare.
Ah, se il mio cuore potesse parlare…
X. wheel
La mia vita era rimasta - un fucile carico -
negli angoli - finché un giorno
il proprietario passò - identificò -
e mi portò con sé -
e ora vaghiamo per boschi sovrani -
e ora cacciamo le cerva -
e ogni volta che parlo per lui -
le montagne rispondono pronte -
e se sorrido, luce così cordiale
brilla sulla vallata -
è come se un viso vesuviano
manifestasse piacere -
e quando di notte - dopo la buona giornata -
proteggo la testa del mio padrone -
è meglio che avere condiviso
un profondo guanciale di piume -
Al nemico di lui - sono mortale nemica -
nessuno fa mai un’altra mossa -
se lo fisso con un occhio giallo -
o un pollice imperioso -
Per quanto io più a lungo di lui -possa venire -
egli deve vivere più a lungo - di me -
poiché ho solo il potere di uccidere,
senza, - la capacità di morire -
E. Dickinson
Il giorno prima di prepararli dobbiamo porre in un grosso recipiente i ceci e il bicarbonato, ricoprendoli con l’acqua fresca e lasciandoni a bagno per almeno 24 ore, in modo che i legumi si ammorbidiscano.
Il giorno successivo quindi risciacquiamo bene i ceci e scoliamoli.
Mettiamo i legumi nel mixer insieme alla cipolla, all’aglio, al prezzemolo ed alla patata. Dopo aver frullato aggiungiamo la farina, il coriandolo, il cumino. Saliamo e pepiamo e frulliamo per amalgamare il tutto. Lasciamo riposare il composto per 3 ore.
Scaldiamo l’olio in una grande padella. Aggiungiamo al composto il lievito e formiamo delle polpettine leggermente schiacciate, (se la pasta è molto morbida aggiungiamo della farina).
Friggiamo e le nostre falafel sono pronte da gustare, fredde o tiepide abbinate con insalate e pomodori.
Verrò quando più sei triste
sola nella stanza oscura
svanita ogni follia del giorno
bandito il sorriso della gioia
dalle fredde tenebre serali.
Verrò quando i sentimenti del cuore
sorgono liberi e potenti
e il mio influsso liberandosi su di te
facendo più profondo il dolore fermando la gioia
porterà con sé la tua anima.
Ascolta questa è l’ora
il momento solenne per te
non senti forse sul tuo animo
fluire nuove sensazioni
aralde di un più severo potere
aralde di me.

