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Il desiderio di ricchezza del sottoproletariato romano.
Author: Smilla
Li osservo, questi uomini, educati
ad altra vita che la mia: frutti
d’una storia tanto diversa, e ritrovati,
quasi fratelli, qui, nell’ultima forma
storica di Roma. Li osservo: in tutti
c’è come l’aria d’un buttero che dorma
armato di coltello: nei loro succhi
vitali, è disteso un tenebrore intenso,
la papale itterizia del Belli,
non porpora, ma spento peperino,
bilioso cotto. La biancheria, sotto,
fine e sporca; nell’occhio, l’ironia
che trapela il suo umido, rosso,
indecente bruciore. La sera li espone
quasi in romitori, in riserve
fatte di vicoli, muretti, androni
e finestrelle perse nel silenzio.
È certo la prima delle loro passioni
il desiderio di ricchezza: sordido
come le loro membra non lavate,
nascosto, e insieme scoperto,
privo di ogni pudore: come senza pudore
è il rapace che svolazza pregustando
chiotto il boccone, o il lupo, o il ragno;
essi bramano i soldi come zingari,
mercenari, puttane: si lagnano
se non ce n’hanno, usano lusinghe
abbiette per ottenerli, si gloriano
plautinamente se ne hanno le saccocce
piene.
Se lavorano - lavoro di mafiosi
macellari,
ferini lucidatori, invertiti commessi,
tranvieri incarogniti, tisici ambulanti,
manovali buoni come cani - avviene
che abbiano ugualmente un’aria di ladri:
troppa avita furberia in quelle vene…
Sono usciti dal ventre delle loro madri
a ritrovarsi in marciapiedi o in prati
preistorici, e iscritti in un’anagrafe
che da ogni storia li vuole ignorati…
Il loro desiderio di ricchezza
è, così, banditesco, aristocratico.
Simile al mio. Ognuno pensa a sé,
a vincere l’angosciosa scommessa,
a dirsi: “È fatta,” con un ghigno di re…
La nostra speranza è ugualmente
ossessa:
estetizzante, in me, in essi anarchica.
Al raffinato e al sottoproletariato spetta
la stessa ordinazione gerarchica
dei sentimenti: entrambi fuori dalla
storia,
in un mondo che non ha altri varchi
che verso il sesso e il cuore,
altra profondità che nei sensi.
In cui la gioia è gioia, il dolore dolore.
Pier Paolo Pasolini
read comments (0)Lascio…
Author: Smilla
lascio che il mondo giri al contraio…
lascio che il mondo sentenzi per me…
lascio che il mondo risponda per me…
ma …
io non conosco il mondo…
e lui non conosce me…
pioggia
Author: Smilla
… perchè solo agli indiani è concesso conoscere la danza della pioggia? voglio anch’io sapere come si fà… perchè in questo momento vorrei solo ascoltare la melodia della pioggia… solo quella. E lasciare che i miei pensieri fossero lavati da lei. Guardarli come uno spettatore andar via nei rivoletti che l’acqua crea sulla superfici delle cose… guardarli andar via con estrema indifferenza però con la coscienza che sono i miei e con la sfacciataggine di negarli… di rinnegarli.
vorrei sentir la pioggia adesso… vorrei ma non c’è… fuori dalla mia porta solo un leggero vento (io non amo il vento). Datemi la pioggiaaaaaa… ne ho bisogno!
Questa sera mi sono concessa un viaggio nei ricordi e voglio uscirne incolume… vorrei solo quella musica, quella che solo la pioggia può dare… non mi basta chiudere gli occhi ed immaginare, è un bisogno fisico il mio.
La pioggia lava tutto ciò che incontra e stasera vorrei incontrasse la mia mente ed il mio cuore… un reset totale per affrontare con sincero entusiasmo quel che la mia realtà è … nè più nè meno importante del mio passato.
Stasera il mio bisogno ha un solo nome… la pioggia!
dov’é? …

