This entry was posted on Martedì, Luglio 22nd, 2008 at 14:19 and is filed under poesie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.


La mia vita era rimasta - un fucile carico -
La mia vita era rimasta - un fucile carico -
negli angoli - finché un giorno
il proprietario passò - identificò -
e mi portò con sé -
e ora vaghiamo per boschi sovrani -
e ora cacciamo le cerva -
e ogni volta che parlo per lui -
le montagne rispondono pronte -
e se sorrido, luce così cordiale
brilla sulla vallata -
è come se un viso vesuviano
manifestasse piacere -
e quando di notte - dopo la buona giornata -
proteggo la testa del mio padrone -
è meglio che avere condiviso
un profondo guanciale di piume -
Al nemico di lui - sono mortale nemica -
nessuno fa mai un’altra mossa -
se lo fisso con un occhio giallo -
o un pollice imperioso -
Per quanto io più a lungo di lui -possa venire -
egli deve vivere più a lungo - di me -
poiché ho solo il potere di uccidere,
senza, - la capacità di morire -
E. Dickinson
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