La mia vita era rimasta – un fucile carico -

La mia vita era rimasta – un fucile carico -

negli angoli – finché un giorno

il proprietario passò – identificò -

e mi portò con sé -

e ora vaghiamo per boschi sovrani -

e ora cacciamo le cerva -

e ogni volta che parlo per lui -

le montagne rispondono pronte -

e se sorrido, luce così cordiale

brilla sulla vallata -

è come se un viso vesuviano

manifestasse piacere -

e quando di notte – dopo la buona giornata -

proteggo la testa del mio padrone -

è meglio che avere condiviso

un profondo guanciale di piume -

Al nemico di lui – sono mortale nemica -

nessuno fa mai un’altra mossa -

se lo fisso con un occhio giallo -

o un pollice imperioso -

Per quanto io più a lungo di lui -possa venire -

egli deve vivere più a lungo – di me -

poiché ho solo il potere di uccidere,

senza, – la capacità di morire -

E. Dickinson



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